venerdì 17 giugno 2011

Escherichia coli : Infezione politica


Una delle caratteristiche principali del confronto tra Potenze, in questa fase di passaggio da un ordine unipolare a guida Statunitense, ad uno multipolare (in cui primeggiano i Paesi BRIC [1] ) è lo stato di conflittualità permanente, non dichiarata e multiforme, che travolge la consueta distinzione fra tempo di pace e tempo di guerra e rende sostanzialmente inoperante il diritto internazionale [2]. Ciò significa che persino un batterio prodotto in laboratorio, che può causare il contagio e la morte di centinaia di persone, è da classificare tra le forme di guerra asimmetrica, globale e coperta. Difficilmente gli organi di informazione pubblicheranno informazioni o dossier, che prendano in esame questa ipotesi. Preferiranno creare allarmismo, vendere più copie o aumentare il numero degli spettatori, partecipando attivamente alle fasi successive del conflitto aperto con la diffusione del batterio killer.

La Germania è la vittima designata di questa nuova offensiva criminale, ma anche la Spagna che ridurrà drasticamente le esportazioni di verdure e in generale tutta l’Unione Europea, man mano che la psicosi si estenderà. Perché il ceppo Escherichia Coli altamente tossico è destinato al motore economico dell’Europa, piuttosto che all’Arabia Saudita o alla Colombia, per esempio?

Scelte politiche e commerciali dello Stato tedesco sono probabilmente la causa che ha scatenato questo atto di guerra. In primis l’astensione sulla risoluzione 1973/2011 con la quale il Consiglio di Sicurezza ONU ha appoggiato la creazione di una “no-fly zone” sul territorio libico, con il conseguente annuncio del ritiro della Bundesmarine dal Mediterraneo, creando notevoli difficoltà all’Alleanza Atlantica. Un allineamento su posizioni sino-russe, divergenti da Washington, Parigi e Londra, probabilmente non è stata gradita al comando Africom [3] di Stoccarda. Inoltre, nonostante il rifinanziamento della missione in Afghanistan di Gennaio, il parlamento di Berlino ha inserito nel testo legislativo uno specifico riferimento che impegna il governo a iniziare entro la fine di quest’anno il ritiro delle 4.900 truppe della Bundeswehr e a completarlo entro la fine del 2014 [4]. Un sondaggio pubblicato dall’Istituto Emnid per il settimanale ‘Focus’ rivela che una larga maggioranza dei tedeschi, il 59%, chiede il rapido ritiro dei militari, mentre un terzo (34%) e’ favorevole al loro mantenimento in Afghanistan. Inoltre la coalizione CDU-FDP è impegnata a fronteggiare la crescita del Partito Verde (Grüne) che dopo l’incidente di Fukushima ha raddoppiato i propri voti, passando dall’11% di 5 anni fa al 25% di oggi, influendo decisamente sulla scelta di disattivare le centrali nucleari entro il 2022. L’ambientalismo promosso da partiti (presunti) ecologisti è una delle leve su cui premono gli Stati Uniti, per costruire la propria egemonia in campo energetico e militare.

Ulteriori elementi che hanno reso la Germania un bersaglio dei servizi d’intelligence ostili, sono i rapporti economici e politici con la Federazione Russa. I dati sull’interscambio commerciale russo (2010) vedono al secondo posto la Germania (5.174,3 milioni di dollari USA), che detiene il 13% sul totale delle importazioni. In rapporto all’anno passato, il valore delle importazioni è salito del 35%. Tra le merci importate, prevalgono le produzioni meccaniche, i mezzi di trasporto terrestre, le materie plastiche, i prodotti di carne[5] . Infatti uno dei primi effetti della diffusione del Batterio è stato il blocco imposto dalle autorità russe sulle importazioni di verdure dall’Unione Europea.

Assieme all’interscambio cresce la cooperazione in ambito energetico, dopo il North Stream, la società tedesca Wintershall entrerà con una quota del 15 % in South Stream, il gasdotto che connetterà direttamente Russia e Unione Europea.

Una serie di misure che porta la Germania a spostare il baricentro della politica estera dell’Unione Europea verso l’Eurasia e a bloccare il processo di espansione della NATO. Se Berlino riuscirà a superare la crisi, resistendo al tentativo di condizionamento e ingerenza negli affari interni ed esteri, il processo di integrazione eurasiatico subirà un’accelerazione, in caso contrario assisteremo all’ennesimo arretramento, ossia la vittoria temporanea di Lobby e Corporation euro-atlantiche.

Moczar

[2] Come Funzionano i servizi segreti. Un’inchiesta di Aldo Giannuli. Ponte Alle Grazie – 2009
[4]

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