venerdì 23 settembre 2011

Il Cnt e il governo che non c’è

 ... le forze del Cnt hanno cessato di combattere contro gli uomini rimasti fedeli a Muammar Gheddafi a causa della mancanza di munizioni ... Ma niente paura, in soccorso arriva l’Ue, che ieri, assieme allo scongelamento dei beni delle compagnie petrolifere e alla riapertura degli spazi aerei europei all’aviazione libica, ha deciso anche la rimozione parziale dell’embargo sulle armi.
Sono le misure adottate dal Consiglio europeo a “supporto della ricostruzione economica della Libia dopo la guerra civile”.



La Libia viaggia a vele spiegate verso un futuro democratico e prospero. Almeno nelle dichiarazioni di esponenti del Cnt e della Nato, gli alleati anti-Gheddafi che hanno sulla carta battuto il leader libico. Se non fosse che la guerra continua e che i bastioni lealisti restano esattamente dove sono nonostante ne venga annunciata la caduta un giorno sì e l’altro pure. Ma secondo il Cnt, in otto mesi questo Paese dilaniato da una guerra nella guerra si doterà di istituzioni democratiche. Certo, ha sottolineato l’esponente dei ribelli Elamin Belhai in un’intervista alla Cnn, bisognerà attendere la liberazione completa della Libia. Ecco il punto: la liberazione completa. Se si dovesse stare agli annunci quotidiani dei numerosi portavoce dei ribelli Gheddafi è già stato ucciso una decina di volte, più o meno tante quante volte è fuggito dal Paese. I suoi figli pure, come il suo portavoce, Mussa Ibrahim, dato per morto la scorsa settimana e tuttavia ancora ieri in piena attività. Questi otto mesi, dunque, con ogni probabilità slitteranno a data da destinarsi. E se l’iter di formazione del governo comincerà solo quando le forze anti-Gheddafi avranno preso il controllo di tutte le frontiere e liberato le ultime città (Bani Walid, Sirte e Sabha, almeno secondo i ribelli), gli attuali leader dei ribelli privi di un governo anche se provvisorio - caduto a causa di mal celate tensioni interne - resteranno i rappresentanti di Tripoli per chissà quanto tempo. Parliamo di Mustafa Abdel Jalil e Mahmud Jibril, oramai identificati come i rappresentanti della nuova Libia, che fino a pochi giorni fa davano l’esecutivo come prossimo al varo.

L’ampliamento del Cnt, quando il governo vedrà la luce, prevede che dai 43 membri attuali si arriverà a contarne un’ottantina per essere rappresentativo di tutte le componenti del Paese. Poi verrà creato un esecutivo ad interim, con un premier che nominerà i ministri, previa approvazione del Cnt. Entro 8 mesi verranno quindi indette le elezioni dei 200 rappresentanti del Congresso Nazionale e verrà redatta la Costituzione, che sarà sottoposta a referendum popolare. Una strada ancora lunga alla quale, ha assicurato l’esponente del Cnt, stanno partecipando i libici “tutti insieme”, islamisti e non, negando le voci di divisioni all’interno delle forze anti-Gheddafi. Lo stesso Belhai però ha legami con gli islamisti ed ed è accusato di essere vicino ad Al Qaida. Mentre si attende che le ostilità finiscano per mettere mano alla struttura politica della nuova Libia, mercoledì sera le forze del Cnt hanno annunciato di aver conquistato la totalità di Jufra, l’oasi a 700 km da Tripoli, avamposto nel deserto del Sahara. Qui, secondo il portavoce degli insorti Fathi Bashaagha, sarebbe stato trovato un vasto deposito di armi chimiche delle truppe lealiste. Considerato però che gran parte delle notizie diffuse dai ribelli raramente risponde a realtà, anche la Nato ha preferito chiarire: “Si potrebbe trattare di armi o prodotti chimici non ancora trasformati in armi che sono presenti in territorio libico da oltre 30 anni. Finora non abbiamo certezze in merito, ma continuiamo a monitorare la situazione”, ha spiegato il generale canadese Charles Bouchard, capo della missione Unified Protector. Intanto sul fronte est della città di Sirte le forze del Cnt hanno cessato di combattere contro gli uomini rimasti fedeli a Muammar Gheddafi a causa della mancanza di munizioni. Lo ha affermato il comandante sul campo Mustafa ben Dardef. Ma niente paura, in soccorso arriva l’Ue, che ieri, assieme allo scongelamento dei beni delle compagnie petrolifere e alla riapertura degli spazi aerei europei all’aviazione libica, ha deciso anche la rimozione parziale dell’embargo sulle armi. Sono le misure adottate dal Consiglio europeo a “supporto della ricostruzione economica della Libia dopo la guerra civile”.

di Alessia Lai
Tratto da: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=10504

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