venerdì 12 agosto 2011

I bytes del social network si bagnano di sangue, il progresso della guerra

USCENTCOM e la guerra informatica contro la Libia



In un momento di guerra, di destabilizzazione e di grandi sconvolgimenti in Medio Oriente e Nord Africa, i siti dei social media come Twitter e Facebook sono sempre più ricercati da coloro che vogliono informazioni. Permettendo gli aggiornamenti ogni secondo ai giornalisti sul campo o a semplici cittadini, anche le principali agenzie di stampa stanno cominciando a far circolare gli articoli provenienti da queste fonti.

In un passaggio inquietante nel marzo di quest'anno (prima della guerra alla Libia e della destabilizzazione della Siria), l'US Central Command (USCENTCOM) ha acquistato un software che consente ai dipendenti del governo statunitense di assumere molteplici false identità online, complete di falsi sfondi, dettagli di supporto e funzionalità di mascheramento dell'indirizzo IP. In cima all'inganno universale, che si avvale dei media corporativi, è evidente che l'obiettivo di questa iniziativa è diffondere propaganda e disinformazione. Queste identità false con un portafoglio completo di informazioni generali e dettagli di supporto, porterà una patina di autenticità, piuttosto che quella riservata del tipo Wikileaks. Per 2,76 milioni dollari il governo statunitense ha acquistato il prodotto sviluppato dalla poco nota ditta per la 'sicurezza informatica' Ntrepid, in California. Il sito della Ntrepid è assai scarno, non offrendo alcuna informazione sulla società o i suoi prodotti, ed essendo solo una pagina soltanto. Dopo

numerose richieste di commenti dal giornale The Washington Times, Ntrepid e suoi dirigenti hanno rifiutato di rispondere.

Un articolo del marzo 2011 di Mashable parla di come "Utilizzando il software, un membro delle forze armate statunitensi sia in grado di controllare fino a 10 diversi account falsi che sembrano appartenere a civili che vivono in altri paesi".

Il Washington Times dal 1° marzo racconta di come USCENTCOM (che è responsabile delle operazioni militari statunitensi in Medio Oriente e Asia centrale) avrebbe preso di mira i siti web dei social media. Il software utilizzato da USCENTCOM presumibilmente permette agli utenti di inviare messaggi, "creando l'apparenza che accedano e pubblichino messaggi o altri contributi da qualsiasi parte del mondo".

Gli fanno eco i documenti dell'appalto militare che sono stati ottenuti da The Washington Times: "I profili devono poter apparire originari da quasi ogni parte del mondo".

Nello stesso articolo del 1° marzo, l'ex direttore della CIA, il generale dell'Air Force in pensione, Michael V. Hayden, vanta che queste 'operazioni di supporto informativo militare' che usano i social media, sono la punta di diamante delle attività di intelligence e militari statunitensi.

Quando un utente di computer accede a Internet, lo fa con una unica posizione informatica conosciuta come IP (Internet Protocol). Sorprendentemente, il software di Ntrepid consente di mascherare e falsifica l'indirizzo IP, creando l'illusione che l'utente esegua l'accesso da una posizione geografica diversa dal punto reale di origine. Soprattutto, il software fornisce ai suoi utenti informazioni locali in tempo reale, come le notizie locali e meteo relative alla loro 'finta' posizione, che consente a questi fraudolenti profili di 'burattini', di apparire ancora più autenticai agli altri utenti dei social media e del web.

Ancor più ovviamente, questo sviluppo suggerisce che il governo degli Stati Uniti, e l'ampio asse militare e d'intelligence che sta perpetrando la guerra illegale in Libia e la destabilizzazione della Siria, ora cerca di manipolare e controllare il flusso delle informazioni sui social network.

I 'Palestinesi Delusi'

Sarà una sorpresa poi, vedere manifestazioni di questa agenda nella blogosfera. A giugno ho scritto la lettera dei 'palestinesi delusi', che è stato pubblicato in forma anonima sul blog 'Yansoon', ed è stata anche ripresa da Mondoweiss, tra gli altri. La lettera completamente anonima è un esempio paradigmatico di questa agenda della disinformazione all'opera, e vi esorto a leggere la lettera e la mia risposta per intero.

Inoltre, nella mia esperienza nell'utilizzazione di Twitter, questa agenda della disinformazione è apparsa visibile, con una miriade di utenti 'libici' che inviavano, aggiornamento dopo aggiornamento, propaganda pro-NATO, pro-ribelli. E' difficile sapere se questi account sono effettivamente collegati a dei libici che vivono in patria, o se sono semplicemente libici della seconda generazione che vivono all'estero (negli Stati Uniti, per esempio), che si occupano di far circolare questi inganni. Una cosa è evidente anche se - come con la lettera dei ' palestinesi delusi' - mostrano alcuni segni rivelatori di queste 'marionette' in azione.

Ho notato diversi temi comuni (come nell'inganno i 'palestinesi delusi'):

- Gli utenti hanno un'ottima padronanza della lingua inglese, e fanno pochi errori di ortografia. Questo è del tutto insolito per qualcuno la cui lingua madre non è l'inglese;

- Non postano praticamente mai messaggi in arabo. Ancora una volta, una cosa del tutto insolita per persone apparentemente arabe;

- Ripetono i tipici punti di discussione e fissazioni dei neocon/sionisti quali: 'la libertà e la democrazia', e spesso bersagliano i nemici degli USA/Israele, nel loro 'tweet'. Questa è un altra aspetto somigliante con la lettera dei 'palestinesi delusi';

- Fanno circolare in continuazione relazioni di istituzioni globaliste come Human Rights Watch, anche una di oltre dieci fa (il massacro della prigione di Abu Salim è popolare); (Una 'brigata' dei ribelli di Bengasi, si chiama proprio così... 'Brigata Martiri del massacro di Abu Salim'. NdT)

Prendete il seguente utente Twitter, @SecularLibya, che davvero spunta tutte le caselle. Il nome dell'utente su Twitter è indicato come 'MargBar Khamenei' che, in inglese, si traduce in 'DeathTo Khamenei', presumibilmente riferendosi alla Guida suprema dell'Iran. Non solo questo 'libico' inspiegabilmente sceglie di insultare l'Iran, l'acerrimo nemico degli Stati Uniti e d'Israele, ma bersaglia anche la Corea del Nord - un altro spauracchio dell'asse globalista.

Ancora una volta, notare l'impeccabile inglese usato. E ancor più ridicolo, leggere la biografia dell'utente. Si legge come fosse stato scritto testualmente dalla NED, o un altra sovversiva democratica ONG del Dipartimento di Stato USA, parlando della necessità di una Libia 'democratico' e 'liberale'.

Notare anche l'avatar dell'utente, dove evoca il 'massacro di Abu Salim', un evento giocato dalla fondazione globalista-sionista Human Rights Watch, come carta vincente nella guerra di propaganda contro la Libia. Abu Salim è un evento del quale non ci sono prove, e il rapporto di Human Rights Watch si basa sulla testimonianza di una persona che è ora residente negli Stati Uniti. Ridicolmente, HRW ammette perfino di non poter verificare in modo indipendente i singoli dettagli delle affermazioni dell'uomo.

Se davvero questi utenti sono fasulli, o semplicemente sono la seconda generazione 'occidentalizzata' dei libici che vivono all'estero e che curano la diffusione in queste sciocchezze, questi idioti che blaterano sono di gran lunga i più rumorosi. Questo fatto la dice lunga sulla riuscita della campagna di propaganda USA-NATO nei social media.

Ciò che segue è una lista sommaria dell'elenco degli utenti Twitter che, con zelo, inviano messaggi pro-NATO e propaganda pro-CNT. Potrete anche vedere come alcuni di loro riprendono i messaggi del Dipartimento di Stato e molto spesso inviare il link a Feb17.info e ad EnoughGaddafi.com - entrambi paraventi degli Stati Uniti. Utenti fasulli o altro, il ciarpame totale di cui parlano, è un intrattenimento inestimabile:

@Libyanproud
@Liberty4Libya
@Tripolitanian
@EnoughGaddafi (ONG degli USA – altoparlante della NATO/CNT)
@Feb17Libya (il gruppo sostenuto dagli Usa che ha iniziato la 'rivoluzione')
@ShababLibya
@live2Tripoli
@Tripliano

di Martin Iqbal Empirestrikesblack.com
Traduzione di Alessandro Lattanzio Aurorasito
Tratto da:  http://dadietroilsipario.blogspot.com/2011/08/i-bytes-del-social-network-si-bagnano.html

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