mercoledì 16 marzo 2011

HAARP, solo studi scientifici o controllo mondiale?


Nei mesi precedenti i media di tutto il mondo ci hanno tempestato di notizie sulla ormai celebre “moria di uccelli” che, in effetti, è stato un fenomeno assai inspiegabile. La cronaca racconta del ritrovamento di volatili morti in Arkansas (1 gennaio), Svezia e Louisiana (5 gennaio), Kentucky e Faenza (7 gennaio), Caserta e San Cesario nel Modenese (8 gennaio), Civitanova Marche (9 gennaio), California (12 gennaio), Fermo e Conegliano Veneto (13 gennaio), infine Alabama e Ascoli Piceno (14 gennaio). Una sequenza di notevole portata, soprattutto se a questa si aggiungono le morie di granchi e pesci tra Brasile, Inghilterra, Vietnam e Nuova Zelanda. Insomma apparentemente un’ecatombe…Le ipotesi sono state le più svariate: dalle mutazioni OGM a temporali improvvisi in alta quota, dai fuochi di Capodanno alle naturali modifiche geomagnetiche della Terra, fino ai presagi dell’apocalisse; una delle teorie più interessanti, tuttavia, è quella che fa riferimento all’argomento: HAARP, tema che ai più è probabilmente sconosciuto.

HAARP sta per "High Frequency Active Auroral Research Program", cioè programma di ricerca attiva aurorale con alta frequenza; si tratta di un dispositivo realizzato a Gakona in Alaska dal Dipartimento della Difesa americano nel 1994 ed entrato in funzione (con i primi test) nel febbraio 1996.
Da ciò che si legge sul sito ufficiale del programma di ricerca, HAARP “ è un progetto scientifico volto a studiare le proprietà e il comportamento della ionosfera, con particolare enfasi sulla possibilità di conoscerli ed utilizzarli per migliorare le comunicazioni ed i sistemi di sorveglianza sia per scopi civili che per la difesa.”

Ciò attraverso il sistema IRI (Ionospheric Research Instrument), un potente impianto di trasmettitori che sfrutta onde ad alta e bassa frequenza per eccitare temporaneamente una zona limitata della ionosfera per studi scientifici. Si tratta di “piloni d’alluminio – come spiega Mirko Molteni in un suo articolo apparso nel giugno 2003 – alti 22 metri, il cui numero è cresciuto di anno in anno fino ad arrivare a 180. Ognuno di questi piloni porta doppie antenne a dipoli incrociati, una coppia per la banda bassa da 2.8 a 7 MegaHerz e l’altra per la banda alta da 7 fino 10 MegaHerz. Tali antenne sono capaci di trasmettere onde ad alta frequenza fino a quote di 350Km, grazie alla loro grande potenza. A pieno regime, l’impianto richiede 3.6 MegaWatt (la potenza di 100 automobili), assicurati da 6 generatori azionati da altrettanti motori diesel da 3600 cavalli l’uno”

In realtà, da una prima visione buonista ed innocente di HAARP, si discostano numerosi scienziati e studiosi che individuerebbero nel progetto statunitense un’arma di distruzione di massa. Molti sostengono, infatti, che le potenzialità di HAARP vanno ben oltre dei semplici studi per migliorare la rete di comunicazioni e di difesa degli Stati Uniti, rappresentando, invece, uno strumento di offesa dalle proporzioni inimmaginabili.

Da quanto ipotizzato, HAARP potrebbe essere utilizzato per creare intenzionali cambiamenti climatici, diventando una vera arma militare nelle mani dei governi(esempio, la formazione di cicloni tropicali); effetti collaterali più o meno voluti dell’utilizzo del dispositivo, inoltre, potrebbero provocare seri danni alla ionosfera, mutandone gli equilibri chimici e dunque creando una instabilità nell’intera atmosfera terrestre.
La ionosfera, infatti, è quello strato di atmosfera posto sopra i 50-70 km caratterizzato dalla presenza di cariche elettriche prodotte da radiazioni X ed ultraviolette solari e dai raggi cosmici. Un suo squilibrio provocherebbe, secondo alcuni scienziati, una serie di reazioni a catena (quale la riduzione dello strato di ozono), destabilizzando i sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni con conseguenze enormemente dannose per la Terra ed i suoi esseri viventi.

Ricollegandoci alla moria di uccelli, granchi e pesci, in molti hanno ipotizzato fosse proprio l’inizio di questa catena di eventi dagli esiti imprevedibili.
Come sottolineato nel libro “Angels don’t play this Haarp” (Dr.Nick Begich e Jeane Manning, Earthpulse Press, 1995), le modificazioni indotte della ionosfera permetterebbero, inoltre, di controllare radar, aerei, sommergibili, radio e telecomunicazioni a distanze davvero enormi (sintonizzando le antenne in modo da far rimbalzare le onde sull’atmosfera, esse possono essere indirizzate verso un qualunque punto della Terra).

C’è chi sosterrebbe, addirittura, che gli impianti Haarp potrebbero essere responsabili dei terremoti di Haiti, nonchè Abruzzo o Giappone: è ciò che afferma Benjamin Fulford, giornalista canadese che negli ultimi anni si è occupato di HAARP e di cospirazioni mondiali (eccolo di seguito in un video):


Tornando alla moria di uccelli e traendo delle semplici conclusioni: questi eventi spettacolari ed inspiegabili sono stati sommessi nel giro di pochi giorni, passando dalle prime pagine dei giornali al silenzio più totale dei media una volta persa la forza d’urto mediatica e la curiosità dei lettori. I terremoti e tutte le altre minacce portate da HAARP vengono invece del tutto trascurati (ad eccezione di siti di controinformazione e libri e riviste specialistiche).

Perfino all’ONU la questione viene sviata – e dire che l’8 agosto 2002, 90 parlamentari della Duma di Mosca (divenuti 220 successivamente) avrebbero firmato un appello indirizzato all’ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti elettromagnetici, ma non si hanno ulteriori notizie a tal proposito.
Secondo molti politologi, studiosi e giornalisti (come lo stesso Fulford) dietro ci sarebbe un silenzio dettato da quella casta di governanti e banchieri che, come sostengono, controllerebbe il mondo e che naturalmente avrebbe tutto l’interesse a mantenere oscuri i reali progetti dell’impianti Haarp. Le reali potenzialità di HAARP sono state denunciate molte volte.
Tuttavia, la maggior parte delle persone resta scettica e ritiene fantasiose queste teorie estreme. HAARP, comunque, esiste e col passare del tempo ed il susseguirsi di alcune catastrofi naturali in molti aumentano i dubbi su quali siano effettivamente i suoi scopi e le sue potenzialità.

Tratto da: Oggimedia.it

2 commenti:

  1. la fonte del fatto del duma?!

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  2. La fonte originale è l'Agenzia Interfax (8 agosto 2002) ed anche se non ho più trovato la news sul sito dell'Agenzia(http://www.interfax.com/) numerosi articoli e siti la citano sul web.

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