sabato 4 agosto 2012

Snam e Terna, il controllo dell'energia e i traditori

So che lo sapete da soli, che qui non si sta parlando davvero solo di Snam e Terna. C'è l'elefante nella stanza, c'è il vero premio su cui vogliono mettere le mani da tempo.

Foto - Enrico Mattei, archivio ENI

Chiamatemi reazionaria. Chiamatemi statalista. Chiamatemi come vi pare. Però prima trovate qualche nome anche per chi scrive cose del genere:

Per riuscire a tutelare la nostra indipendenza economica e politica ci vuole un piano.

E subito dopo:

Si cominci a vendere qualche società pubblica, ad esempio quote di Terna e Snam Rete Gas. i prezzi di Borsa sono depressi, ma anche i rendimenti dei Btp sono straordinariamente elevati.

Ecco, secondo costoro per tutelare la nostra indipendenza economica occorre SVENDERE (a prezzi depressi) ampi pezzi strategici del Paese, ossia gli assets energetici che sono tasselli chiave dell'indipendenza e soprattutto della ricchezza nazionale. Svenderli agli stranieri, e col misero ricavato fare cosa? Comprare BTP, che rendono un sacco di soldi. In pratica dovremmo dar via roba buona, per speculare in Borsa sul nostro Paese che sta sull'orlo del dafault.

Io lo trovo orrido. Non solo: provate ad immaginare che il Paese alla fine esca dall'euro. O che finisca al default. Mica è impossibile. Ebbene: in una situazione simile, ci ritroveremmo a doverci riprendere SENZA i gioielli dell'energia, che staranno invece saldamente in mano a chi vorrà orientare la direzione che prenderà il Paese. Lo dico senza tema di smentita: chiunque creda di ritrovare indipendenza, autonomia e un futuro migliore uscendo dall'euro, è meglio che si rimbocchi le maniche e combatta con tutte le sue forze affinché conserviamo il controllo sull'energia. Altrimenti saremo servi per sempre, chiunque vada a "comandare" (si fa per dire, a quel punto).

E so che lo sapete da soli, che qui non si sta parlando davvero solo di Snam e Terna. C'è l'elefante nella stanza, c'è il vero premio su cui vogliono mettere le mani da tempo (ci hanno fatto persino una guerra in Libia). C'è la più grande risorsa nazionale, l'unica che -fatele tutte le critiche che volete- ci ha consentito finora di avere una politica estera e di contare ancora un minimo in giro per il pianeta.

Si chiama ENI.

E io mi riduco a pregare il mio santo personale, un uomo di quelli che non ne fanno più. Un servo sì, ma solo del suo Paese: l'attività più nobile che un uomo possa esercitare. No, non ne fanno davvero più.

di Debora Billi
Tratto da: http://petrolio.blogosfere.it/2012/08/snam-e-terna-il-controllo-dellenergia-e-i-traditori.html

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