mercoledì 7 novembre 2012

I DATI (inquietanti) DELL'AUSTERITY IN ITALIA

I recenti dati Istat dimostrano che le politiche dell'austerità siano tutte da bocciare.
  • Disoccupazione: nel 2012 c'è stato un incremento del tasso di disoccupazione (10,6%). Nel 2013 il tasso di disoccupazione continuerà a salire (11,4%)
  • Prodotto interno lordo: per il 2012 l'Istat prevede una riduzione del prodotto interno lordo italiano pari al 2,3%, ossia non c'è crescita economica
  • Consumi: crollo dei consumi con una contrazione del 3,2%. Giustamente senza lavoro e senza produzione cosa c'è da consumare?
  • Tasse: +10,627 miliardi di euro di entrate tributarie rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Queste politiche di austerity basate su tagli della spesa pubblica e aumento delle tasse non fanno altro che condurre il popolo verso il baratro: disoccupazione e recessione economica.
Quando lo capiranno questi "tecnici", servi dell'oligarchia bancaria e delle multinazionali, che per far crescere un Paese c'è bisogno di una politica monetaria ESPANSIVA, finanziando la spesa pubblica, stimolando gli investimenti alle imprese ed i consumi, e non una politica monetaria RESTRITTIVA come quella che stanno facendo, con la scusa banale di seguire il pareggio di bilancio imposto dai quei criminali di Francoforte? La mia domanda è retorica, ovvio che i "tecnici" al governo sono ben consci di questo, poichè la loro missione è proprio quella di seguire alla lettera i compiti della BCE e FMI, controllare il popolo attraverso il debito e dare in pasto alle corporations beni e servizi che prima erano pubblici, mentre ora grazie alle PRIVATIZZAZIONI arricchiscono gli azionisti della SpA "amiche delle banche".
 

La Sovranità Monetaria e le Politiche monetarie espansive darebbero, invece, stimoli a tutta l'economia, finanziando la spesa pubblica si garantirebbe un livello ottimale di beni e servizi offerti alla popolazione per appagare i propri bisogni, si stimolerebbero gli investimenti e i sussidi verso le imprese che oltre a produrre comincerebbero ad assumere lavoratori e, nel frattempo, tornerebbero a riattivarsi i consumi. L'economia di colpo passerebbe dalla recessione ad una potente crescita economica, debellando la disoccupazione.
 
 
Ovviamente per fare ciò dobbiamo al più presso uscire dalla morsa dell'Unione europea, emettere una valuta di proprietà del popolo (e non di istituzioni private) e non mi dispiacerebbe condannare presso un tribunale internazionale gestito da una giuria popolare anche gli esponenti della Commissione europea, della Banca Centrale europea, del Fondo Monetario Internazionale per crimini contro l'umanità, imputando loro i reati di attentato alla Costituzione, al falso in bilancio, all'istigazione al sucidio e tanti altri a seguire.
 
 
di Salvatore Tamburro

1 commento:

  1. Non solo i dati pessimi ma anche la iettatura sul futuro. Il futuro si può cercare di cambiare, cambiando le politiche economiche.

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