martedì 2 ottobre 2012

La trave e la pagliuzza

" ...Oggi mentre gli uomini poltici di ogni grado e colore sguazzano in una fanghiglia marcescente fatta di scandali, ruberie, truffe, appropriamenti indebiti, festini alla coca e chi più ne ha ne metta, popolando le inchieste della magistratura e le pagine dei giornali, l'intero potere è passato e sta passando nelle mani di organismi sovranazionali come la BCE, l'FMI, la UE, buona parte dei quali a carattere privato. Quella stessa "casta" politica che in questi mesi viene esposta al pubblico ludibrio nell'ambito degli intrallazzi assortiti che catalizzano l'attenzione dell'opinione pubblica, ha firmato e sta firmando accordi come il Trattato di Lisbona, il MES, il Fiscal compact, il Fondo di Redenzione, l'Eurogendfor, che nell'assoluto silenzio dei media e senza che la popolazione ne sia informata, privano l'Italia e gli italiani di qualsiasi residua sovranità, deponendo di fatto il potere politico nelle stesse mani di quei banchieri che già detengono il potere finanziario. ..." (Marco Cedolin)
 
 
La classe politica italiana é sempre stata, fin dai tempi in cui si ascoltava Lucio Battisti ed ero impegnato a frequentare la scuola dell'obbligo (ed anche prima che il sottoscritto possa averne ricordo) una confraternita di rubagalline prezzolati, eletti attraverso operazioni di mero clientelismo mafioso ed impegnati a tempo pieno nel rastrellare denaro per sè stessi, per i loro amici e per i loro padroni. Rubagalline abituati a vivere come nababbi, fra privilegi leciti ed illeciti di ogni sorta, che li rendono di fatto una casta di ricche sanguisughe, abbarbicate sulle spalle dei cittadini.

Queste sono esattamente le coordinate attraverso le quali viene declinata la democrazia occidentale, non solo in Italia ma in tutto il mondo "libero", a partire dagli USA e da Bruxelles dove le operazioni di clientelismo vengono gestite alla luce del sole (almeno per gli iniziati che il sole possono guardarlo) attraverso stuoli di lobbisti che hanno il compito precipuo di vendere voti e finanziamenti in cambio di sostegno politico al gruppo di potere al quale appartengono....

Stante il fatto che la democrazia rappresentativa é un sistema imperfetto (migliore o peggiore di quelli che lo hanno preceduto potrà dirlo solo la storia) che dietro la sceneggiata dei cittadini che si recano alle urne per "scegliere" il partito di turno nasconde una realtà costituita da interessi di potere che s'intersecano fra loro e realmente scelgono i camerieri più adatti a veicolarli, dovrebbe essere chiaro come per il cittadino l'unica cosa che conti realmente sia la capacità di quegli stessi camerieri nel mediare fra gli interessi del padrone e quelli della collettività. Se la classe politica sarà brava nella mediazione, i cittadini potranno forse vivere decentemente, i padroni avranno quasi tutto quello che pretendono e gli uomini politici potranno nuotare felici nel mare dei propri privilegi. Ma se non sarà brava o se il padrone realizzerà di essere stufo delle mediazioni, ecco che la situazione degenererà, arrivando a somigliare a quella di oggi.

Vi siete mai chiesti per quale ragione all'inizio degli anni 90 improvvisamente la magistratura ed i media mainstream presero coscienza del fatto che la politica dei partiti si reggeva sul sistema delle tangenti (lo stesso sul quale si regge oggi) ed incitarono l'opinione pubblica ad una guerra santa contro i tangentari che sedevano in parlamento, fino alla cacciata di Craxi ed alla restaurazione della seconda repubblica? Molto più tangentara, depravata e sconsiderata della precedente,naturalmente.

In tutta evidenza per il semplice fatto che il sistema finanziario riteneva che quella stessa classe politica avesse troppi margini di mediazione e si arrogasse troppo diritto di pensiero autonomo, sia in ambito locale che internazionale. Andava deposta e sostituita, se non nei nomi (la maggior parte degli uomini politici sono sopravvissuti alla tempesta e ritornati esattamente dov'eranp prima) negli spazi di decisione e nelle velleità d'indipendenza che andavano ridimensionati radicalmente. Era necessario inaugurare una nuova epoca, nel segno dell'Europa e dell'euro, dove i poteri nazionali iniziassero a trasferirsi a livello transnazionale.

Qualcosa di simile é accaduto una quindicina di anni più tardi, quando il circo mainstream, per mezzo dei suoi elementi più "alternativi" e pertanto adatti a suscitare la simpatia dell'opinione pubblica, i Rizzo e Stella, i Travaglio, i Santoro e via discorrendo, ha iniziato a gridare "Alla Casta", dando la stura ad una nuova ondata d'indignazione popolare contro i privilegi di cui gode il bestiario politico, ondata che é poi stata, più o meno correttamente, etichettata come anti politica nel momento in cui anche Beppe Grillo ha iniziato a cavalcare l'onda che stava fermentando.
 
Ed il ministro Passera, parte di quel governo bancario capitanato da Mario Monti che, dopo essersi insediato tramite un golpe di cui pochi si sono accorti, in meno di un anno è riuscito a mettere in ginocchio il paese come mai nessuno aveva fatto prima, già inaugura quella che a suo dire sarà la terza repubblica.

Dove la funzione dei faccendieri politici sarà esclusivamente quella di ratificare formalmente le direttive che verranno imposte dall'alto, senza fiatare e senza alcun margine di mediazione.

Quando l'opinione pubblica, oggi tutta focalizzata con lo sguardo all'insù, nel godersi la Stalingrado della casta, dilaniata da inchieste e processi, in attesa di venire morigerata, ritornerà a posare lo sguardo intorno a sè, forse solo allora inizierà a comprendere che nel frattempo, mentre era distratta, qualcosa è cambiato, molto è cambiato, tutto è cambiato. E si tratta di un cambiamento che noi ed i nostri figli pagheremo a caro prezzo nei decenni a venire.
 
di Marco Cedolin

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