giovedì 11 agosto 2011

Il golpe è servito. Grazie, ”Democrazia”...


Italiani al mare, o in città, o comunque in vacanza: tempi ritenuti da sempre “ideali” per varare colpi di Stato o, come da reiterato vizietto, prelievi forzati dalle tasche dei cittadini, già tosati da gabelle infinite inventate da uno Stato che si è auto-ipotecato a favore di banche d’affari che scommettono sul suo stesso tracollo.

Il momento ideale per colpire duro, e per evitare mobilitazioni generali di protesta. Tra il 16 e il 18 agosto, dunque, prelievo forzato dai redditi dei contribuenti, con tanto di decreto legge esecutivo, così come richiesto dai due maggiordomi della Grande Finanza, Trichet e Draghi, il presente e il futuro governatore della Banca Centrale Europea, la Spectre che regna sovrana sulla nostra economia e sulle nostre finanze, materie ormai totalmente espropriate ai governi politici della sub-colonia Italia e della colonia Europa.

E’ da vent’anni che questo quotidiano - già l’Umanità, poi Rinascita - lancia l’allarme sui rischi insiti nell’aver aperto le porte della Nazione alla grande speculazione fondata sulla “finanza derivata”, sul “libero mercato” e sulla globalizzazione.

E’ da vent’anni che denuncia il monetarismo liberal-liberista e mette in guardia sui tanti golpe usurai imposti al nostro popolo.
E’ da dieci anni che grida “No all’euro”, moneta della speculazione e dell’Europa delle banche.
E’ da due anni che mette in guardia sul “programma” di strangolamento degli Stati - non a caso definiti “pigs” - maiali - dagli angloamericani.

E ora il “programma golpista” è qui, proprio sul collo di una Nazione già depauperata delle sue migliori aziende strategiche, svendute al peggior offerente dal 1992 ad oggi.

Una Nazione privata del controllo dell’emissione della moneta: che è un semplice mezzo di scambio tra beni prodotti dal suo popolo lavoratore e non uno strumento di oppressione e profitto di banche private, come invece Andreatta, Prodi, Ciampi, Draghi e Amato decisero già un ventennio or sono.

Una Nazione che non offre più futuro alle sue giovani generazioni, stretta com’è nella tenaglia della “flessibilità”, del precariato, della disoccupazione.

Una Nazione rapinata e seviziata. Grazie, “Democrazia”.

di Ugo Gaudenzi
Tratto da: Rinascita

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